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Discussione: Stufa ad accumulo

  1. #21
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    rispondo a tutti e tre..
    luciano... con un proverbio.. come chiedere all'oste se il vino è buono... quelli le producono e le devono vendere.
    antonino.. non ho mai parlato di camini aperti , ma di scaldare aria. la stufa ad accumulo scalda aria con un tramite che si chiama refrattario. le stufe a fiamma rovesciata o quelle in ghisa a ricircolo dei fumi rendono intorno al 90 %..

    edo , hai ragione se scaldi l'ambiente appena spegni la fonte energetica l'ambiente si raffredda . a patto che non sia coibentato e che ci siano perdite ingenti di calore. sennò non si raffredda. con le stufe ad accumulo hai un lento rilascio energetico, ma anche con una stufa convenzionale in ghisa , basta mettere poca legna alla volta.

    i conti si fanno cosi: quanta calorie metto dentro la stufa in peso di legna:
    quante calorie si porta via la canna fumaria:
    quante ne restano nell'ambiente che sto scaldando.

    le stufe ad accumulo rendono intorno al 65 %. .(dati reali, non di siti di venditori)
    quelle in ghisa semplice stanno intorno al 70 % ( meno se si prendono quelle vecchio modello senza ricombustione dei fumi)
    i termocamini ad aria ed ad acqua stanno sempre intorno al 70 %
    le stufe e le caldaie a pellet stanno intorno al 90 %
    le caldaie a fiamma rovesciata possono arrivare al 95%..

    come si vede la combustione classica del legno ha bisogno di una uscita fumi con una temperatura intorno ai 300 gradi per non intasare la canna fumaria,(ecco il rendimento più basso) perchè non c'è ventilazione forzata.
    quindi quale sia la stufa, quale sia la legna, il rendimento è lo stesso, con la differenza tra le stufe classiche che quella in refrattario costa un sacco e la devi caricare tutta di un botto, quindi il tiraggio deve essere forte sennò fa fumo, se il tiraggio è forte il calore va in cielo... semplice semplice.... basta mettere un termometro allo scarico dei fumi e vi togliete tutti i dubbi.

    giusto per... http://www.qualenergia.it/sites/defa...obre2011_0.pdf
    Ultima modifica di vito : 04-12-2012 alle ore 23.34.03
    oggi la grecia, domani il mondo.
    il tempo smetterà di essere denaro, tornerà sacro.

  2. #22
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    http://www.energeticambiente.it/cald...-ollare-2.html

    altro forum interessante dove trovare notizie utili. alla cosa.
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  3. #23
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    Citazione Originalmente inviato da vito Visualizza messaggio
    rispondo a tutti e tre..
    luciano... con un proverbio.. come chiedere all'oste se il vino è buono... quelli le producono e le devono vendere.
    antonino.. non ho mai parlato di camini aperti , ma di scaldare aria. la stufa ad accumulo scalda aria con un tramite che si chiama refrattario. le stufe a fiamma rovesciata o quelle in ghisa a ricircolo dei fumi rendono intorno al 90 %..

    edo , hai ragione se scaldi l'ambiente appena spegni la fonte energetica l'ambiente si raffredda . a patto che non sia coibentato e che ci siano perdite ingenti di calore. sennò non si raffredda. con le stufe ad accumulo hai un lento rilascio energetico, ma anche con una stufa convenzionale in ghisa , basta mettere poca legna alla volta.

    i conti si fanno cosi: quanta calorie metto dentro la stufa in peso di legna:
    quante calorie si porta via la canna fumaria:
    quante ne restano nell'ambiente che sto scaldando.

    le stufe ad accumulo rendono intorno al 65 %. .(dati reali, non di siti di venditori)
    quelle in ghisa semplice stanno intorno al 70 % ( meno se si prendono quelle vecchio modello senza ricombustione dei fumi)
    i termocamini ad aria ed ad acqua stanno sempre intorno al 70 %
    le stufe e le caldaie a pellet stanno intorno al 90 %
    le caldaie a fiamma rovesciata possono arrivare al 95%..

    come si vede la combustione classica del legno ha bisogno di una uscita fumi con una temperatura intorno ai 300 gradi per non intasare la canna fumaria,(ecco il rendimento più basso) perchè non c'è ventilazione forzata.
    quindi quale sia la stufa, quale sia la legna, il rendimento è lo stesso, con la differenza tra le stufe classiche che quella in refrattario costa un sacco e la devi caricare tutta di un botto, quindi il tiraggio deve essere forte sennò fa fumo, se il tiraggio è forte il calore va in cielo... semplice semplice.... basta mettere un termometro allo scarico dei fumi e vi togliete tutti i dubbi.

    giusto per... http://www.qualenergia.it/sites/defa...obre2011_0.pdf
    Tutto regolare il discorso.
    Tuttavia tu consideri il puro e semplice rendimento di combustione e non il rendimento totale dell'impianto, che dipende anche dalla termoregolazione e dalla distribuzione del calore.
    Siccome una stufa ad accumulo è normalmente installata nell'ambiente gli ultimi due fattori sono pari al 100% per cui complessivamente il rendimento totale dell'impianto corrisponde a quello di combustione.
    Questo non vale per gli impianti con stufe o caldaie installate fuori dall'ambiente riscaldato.
    Se per esempio supponiamo un rendimento di combustione pari a 0.93 e quelli di termoregolazione e distribuzione pari a 0.95, si avrebbe un rendimento totale pari a 0.93*0.95*0.95= 0.84.
    Detto questo il benessere termico che si prova stando in un ambiente riscaldato mediante radiazione è molto superiore a quello che si ha mediante riscaldamento a convezione forzata, tipico del riscaldamento ad aria.

  4. #24
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    Citazione Originalmente inviato da Edo Visualizza messaggio
    Tutto regolare il discorso.
    Tuttavia tu consideri il puro e semplice rendimento di combustione e non il rendimento totale dell'impianto, che dipende anche dalla termoregolazione e dalla distribuzione del calore.
    Siccome una stufa ad accumulo è normalmente installata nell'ambiente gli ultimi due fattori sono pari al 100% per cui complessivamente il rendimento totale dell'impianto corrisponde a quello di combustione.
    Questo non vale per gli impianti con stufe o caldaie installate fuori dall'ambiente riscaldato.
    Se per esempio supponiamo un rendimento di combustione pari a 0.93 e quelli di termoregolazione e distribuzione pari a 0.95, si avrebbe un rendimento totale pari a 0.93*0.95*0.95= 0.84.
    Detto questo il benessere termico che si prova stando in un ambiente riscaldato mediante radiazione è molto superiore a quello che si ha mediante riscaldamento a convezione forzata, tipico del riscaldamento ad aria.
    fino a un certo punto edo.. perchè i mattoni si è vero che accumulano , ma fanno anche da barriera.. l'ideale sarebbe trovare un materiale che assorba il calore come l'acqua ma fino a temperature da mattone. allora si avrebbe un rendimento quasi pari al 100%. comunque la stufa in pietra o mettoni ha più un valore psicologico che reale.
    la sensazione di benessere è appunto una sensazione. io per esempio non sopporto l'aria condizionata, c'è chi invece ci va a nozze. ma una cosa sono le sensazioni una cosa sono i dati tecnici.. alla fine uno compra per sensazioni, questo è vero. se si può permettere una stufa ad accumulo bene, visti i costi, ma dire chè aconomica e consuma poco, non è esatto.
    mi sa che sono troppo pignolo
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  5. #25
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    Basta solo pensare ala massa che si deve scaldare e successivamente rilascia il calore.
    DA PARTE MIA è una favola!!!
    Citazione Originalmente inviato da Edo Visualizza messaggio
    Scaldare l'aria e non i mattoni comporta una differenza notevole in termini di comfort termico. Con i mattoni il 90% del calore viene diffuso per radiazione, dando una sensazione di benessere, al contrario con l'aria il calore si diffonde per convezione, generando temperature diverse, man mano che ci si allontana dalla fonte di calore.
    E poi c'è il problema dell'inerzia, nel caso dei mattoni è molto elevata, con l'aria, appena spenta la fonte di calore, la temperatura cala rapidamente.
    Per quanto riguarda il rendimento, le stufe ad accumulo in pietra ollare hanno rendimenti dell'80%: http://www.tulikivi.com/it/Prodotti/HIISI_2
    Avendo lo stesso principio di funzionamento, non credo che la mia sia tanto peggiore...
    Bisogna vivere come si pensa, altrimenti si finirà per pensare come si è vissuto.

  6. #26
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    Edo,
    bravissimo davvero.

    Avrei intenzione di cimentarmi pure io in un progetto similare.

    Come ti trovi dopo 7 anni di esercizio (pulizia, tiraggio..)?
    I fermi che hai messo tra i mattoni sono indispensabili?
    Che tipo di legante hai utilizzato?
    Grazie.

  7. #27
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    La stufa ha più di 23 anni e funziona ancora perfettamente.
    Richiede una manutenzione minima e la pulizia è facile.
    Il tiraggio è ancora ottimo, l'importante è usare legna secca che deve bruciare con fuoco vivace per non lasciare tracce di fuliggine nei condotti di fumo, poi, quando ci sono le braci, si chiudono le due portine stagne e in poco tempo la stufa raggiunge la temperatura max, mantenendo caldo l'ambiente per 24 ore.
    I fermi direi che sono indispensabili, altrimenti la stufa potrebbe danneggiarsi a causa delle dilatazioni.
    Come malta ho usato quella tradizionale: calce idraulica, grassello di calce e cemento refrattario in proporzione 1/3-1/3-1/3, più acqua naturalmente.

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