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Discussione: Impregnazione e vetrificazione epossidica

  1. #1
    drmacchius Guest

    Predefinito Impregnazione e vetrificazione epossidica

    Colle e impregnanti epossidici stanno rivoluzionando il settore nautico e portando alla rinascita del legno nel settore lusso e nell‘autocostruzione perché grazie ad esse il vecchio inconveniente della notevole manutenzione che il legno necessità in mare è venuto meno e stanno emergendo invece le sue doti di leggerezza, elasticità, durezza, lavorabilità e riparabilità. Nel settore ultrasportivo vengono usati i legni ultraleggeri come base per le laminazioni al carbonio e kevlar perché permettono di ottenere contemporaneamento doti di leggerezza, rigidità e robustezza ed elasticità con pesi ridottissimi; nel settore croceristico i multistrati di mogano, ocume e il cedro rosso associati a laminazioni composte o rinforzi in vtr invece permettono di ottenere doti di robustezza che con la sola vtr necessiterebbero spessori e pesi doppi, senza averne la stessa riparabilità.

    Una barca ammollo in mare è soggetta a sollecitazioni inimmaginabili in qualsiasi altro ambiente naturale e dalla sua integrità spesso dipende l‘incolumità dell’equipaggio, quindi capisco che si possa investire in metodiche che non vengono nemmeno utilizzate nell‘edilizia di lusso nei paesi in cui il legno lo usano come noi usiamo il mattone.

    Ma lasciando perdere gli incollaggi che oltre ai costi potrebbero avere anche svantaggi nel‘ambito hobbystico o nella costruzione di mobili, ma potrebbe avere un senso utilizzare impregnanti epossidici per trattare il legno in ambienti esterni, per proteggerlo dal sole e dalla pioggia limitando la manutenzione necessaria per non far marcire una terrazza, un pavillon, una sauna o una capanna per gli attrezzi? Ci sarebbero dei vantaggi a vetrificare in epossidica un banco da lavoro invece che trattarlo ad olio, magari per poterlo usare senza remore anche per verniciare, smerigliare il ferro o saldare?

    In falegnameria vedo un utilizzo artistico delle resine epossidiche, ma di impregnazione o verniciatura navigando per la rete non se ne vede. Non c’è niente che potrebbe essere una alternativa ai trattamenti tradizionali? Qualcosa che si presti per verniciature a poro aperto mantenendo l’estetica del legno o che non faccia effetto vetro antiproiettile brucato quando prende una martellata?

    In nautica si lucida a specchio per ridurre gli attriti e gli urti si evitano come la peste, anche se si vuole essere preparati il più possibile nell’eventualità che capitino. L‘esatto opposto di quello che capita a un banco da lavoro.
    Ultima modifica di Toto : 22-11-2019 alle ore 19.54.57 Motivo: discussione spostata, sezione non adatta

  2. #2
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    Sono curioso di leggere le risposte che avrai del tuo post , perché io non ho capito bene o almeno non sono sicuro di quello che ho capito .

  3. #3
    drmacchius Guest

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    Come posso spiegarmi meglio?
    Cosa non è chiaro? Il preambolo o quello per cui chiedo se esistono prodotti a base epossidica da utilizzare nell‘impregnazione di strutture in legno da carpenteria hobbystica o nella verniciatura di tavoli da lavoro?

  4. #4
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    Scusa adesso ho capito , però adesso in tre righe è estremamente più chiaro. Secondo me un tavolo da lavoro deve essere fatto (almeno il piano) dell'essenza adatta cioè un legno duro , Faggio o simile , se usi abete puoi verniciarlo con quello che vuoi ma sarà sempre abete tenero e soggetto a scheggiature .

  5. #5
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    Un altro esempio che ti posso fare sono gli sci , Gli sci di qualità quasi sempre hanno l'anima in legno per le proprietà di elasticità e resistenza meccanica alle sollecitazioni. ma sono rivestiti di materiale sintetico (resine) per resistere al contatto con la neve ,ghiaccio temperature ecc. purtroppo pero non sembrano affatto di legno , quindi il legno alla fine resta legno se lo rivesti sarà del materiale che lo ha rivestito , la scelta sarà soggetta allo scopo previsto.

  6. #6
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    ammetto che avevo capito poco anche io della domanda iniziale , cmq pur avendo esperienza di epossidica solo come collanti vedo la verniciatura a poro aperto e la resina come due cose in antitesi , una vernice epossidica non da una finitura "plasticosa" ?
    Sul banco da lavoro ( in faggio ) , continuo a preferire i vecchio olio di lino , la colla vinilica non attacca ed è facile ripristinare la finitura periodicamente .

  7. #7
    drmacchius Guest

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    In ambito nautico ci sono sia gli impregnanti che vengono utilizzati per pretrattare, sia le vernici/resine da dare come l‘opale.
    Questa è solo pretrattata e non è verniciata (verosimilmente la sí userà in acqua dolce)
    https://www.facebook.com/12397256443...323178?sfns=mo

  8. #8
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    Nel mio piccolo ho usato resina epossidica per recuperare vecchie finestre che poi però sono state finite con smalto coprente colorato. Non ho esperienza di finitura trasparente sono però dell'idea che tale tipo di finitura "allontani" il legno ovvero l'effetto è come vederlo attraverso un vetro come, personalmente, vedo la barca del link che hai messo.

    Sono dell'idea che bisogna scegliere tra finitura "vetrosa/plasticosa" ma resistente agli agenti atmosferici e finitura "naturalistica" che mette in risalto il legno ma ha bisogno di manutenzioni piuttosto frequenti.

    Personalmente non userei la resina per un banco da lavoro, uno scalpello che cade credo faccia un segno ben più visibile che sul legno nudo, saldarci sopra poi credo faccia dei segni ben visibili.

  9. #9
    drmacchius Guest

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    Io sto scrivendo non per proporre, ma per cercare di capire se La cose potrebbe valere la pena per chi vuole proteggere il legno da esterni riducendone la manutenzione drasticamente. Sapere se la vetrificazione del banco avrebbe creato più inconvenienti che vantaggi era uno dei dubbi.

    La barca è tirata consapevolmente a lucido sull‘opera viva, ma in coperta no per non evitare la perdita del grip e nonostante questo non sembra che il teak abbia perso il suo aspetto naturale.

    Qui parla di impregnante ad assorbimento con spessori intorno al decimo di millimetro. Se lo si passa sul pergolato non levigato a lucido (come il teak delle barche) non dovrebbe fare „effetto vetro“, o sbaglio?

    La cosa potrebbe avere vantaggi rispetto ad altri trattamenti per esterno sulle tavole di pergolati, verande, capanne attrezzi? Potrebbe essere dato su legno già oleato? Proteggerebbe il legno da pioggia, ghiaccio e umidità senza utilizzare una vernice coprente?

    In pratica potrebbe essere un trattamento a poro aperto sufficientemente protettivo per evitare verniciature per diversi anni?

  10. #10
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    [QUOTE=drmacchius;296799]Io sto scrivendo non per proporre, ma per cercare di capire se La cose potrebbe valere la pena per chi vuole proteggere il legno da esterni riducendone la manutenzione drasticamente.
    ...forse per un periodo (che non credo molto superiore) ma poi si dovrà per forza riportare a legno e quindi?

    Sapere se la vetrificazione del banco avrebbe creato più inconvenienti che vantaggi era uno dei dubbi.


    La barca è tirata consapevolmente a lucido sull‘opera viva, ma in coperta no per non evitare la perdita del grip e nonostante questo non sembra che il teak abbia perso il suo aspetto naturale.

    Qui parla di impregnante ad assorbimento con spessori intorno al decimo di millimetro. Se lo si passa sul pergolato non levigato a lucido (come il teak delle barche) non dovrebbe fare „effetto vetro“, o sbaglio?
    ...per la sua natura credo che cmq sarà un plasticismo

    ..La cosa potrebbe avere vantaggi rispetto ad altri trattamenti per esterno sulle tavole di pergolati, verande, capanne attrezzi?
    ...se i produttori di vernici non lo prpongono per questo scopo un motivo ci sarà.

    Potrebbe essere dato su legno già oleato?
    ...se l'olio non ha fatto un ciclo di tempo idoneo al suo cosnumo, 2° me sarebbe un azzardo


    Proteggerebbe il legno da pioggia, ghiaccio e umidità senza utilizzare una vernice coprente?

    ...se si ha la costanza di dare una mano (per manutenzione) ogni 2-3 anni di impregnante cerato, basta spolverare il supporto con una Scotch-brite , a questo punto non mi fascerei la testa per cercare un prodotto alternativo.
    Anche un chiodo ha una testa,però non ci ragiona.....come tanta gente !
    -------------------------------
    Massimo​

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